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Ecco come fare un piano di accumulo PAC in ETF, senza costi

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Fare un Piano di accumulo in ETF è il desiderio di molti, visto che normalmente un Piano di accumulo PAC, viene costruito con un Fondo Comune di Investimento o da una Banca o dal Consulente Finanziario abilitato all’offerta fuori sede.

Nell’ormai diatriba tra scegliere un Fondo Comune di Investimento o un ETF, abbiamo ormai capito che quando dobbiamo investire in un mercato, ad esempio il mercato americano, è statisticamente verificato che i risultati nel lungo termine danno la palma di vincitore all’ETF che replica l’indice benchmark al quale anche il Fondo si aggancia.

Perché? Perché, quasi sempre, ripetiamo quasi sempre, i costi di gestione del Fondo (stipendi gestori, ricerca, marketing, spese, ecc.ecc.) sono superiori a quelli di gestione di un ETF che deve replicare il l’indice di riferimento scelto.

Piano di Accumulo o PAC non identifica in se’ un prodotto, ma un servizio che usa gli strumenti finanziari per poter investire ratealmente secondo un piano di importo e durata prestabiliti.

Oggi, non vengono piu’ applicati i costi di entrata sui fondi, che una volta potevano incidere anche fino al 5% dell’importo totale del piano e che venivano generalmente addebitati per una certa percentuale (30% ad esempio) nel primo versamento e la restante parte spalmata sul resto delle quote.

Facciamo un esempio: se facevo un PAC di 100 euro al mese per 20 anni, l’importo investito totale sarebbe stato pari a 100 euro x 12 mesi x 20 anni, ovvero a 24.000 euro.

Ebbene, su un fondo azionario mediamente mettiamo venissero applicate (oggi non si fa piu’) commissioni di entrata pari al 3%.

Ecco che avremmo pagato 720 Euro di commissioni per quel PAC.

In particolare, dal primo versamento (che proprio per il motivo dell’addebito dell’acconto commissioni, doveva essere pari ad almeno 1 annualità) di 1200 euro all’atto del contratto, il 30% ovvero 216 euro venivano detratti portando, in effetti, ad un investimento iniziale pari a 1200-216=984 euro.

L’altro 70% di 720 ovvero 504 euro, veniva spalmato sulle rimanenti 239 rate del piano (504 diviso 239= 2,11 euro circa a rata. ). Che significava detrarre 2,11 euro dai 100 euro investiti ogni mese.

Abbiamo parlato di 3% medio su un Fondo Azionario, ma c’erano fondi che applicavano anche il 5%.

Ora questa cosa non succede piu’ per la corsa al ribasso dei costi provocata dalle regole europee per la tutela degli investitori e se vi prospettano Piani di accumulo con commissioni di entrata, non sottoscriveteli!

Tornando al discorso dell’incidenza dei costi su un Piano di Accumulo in Fondi, dobbiamo ricordare che oltre ai costi di gestione, abbiamo i costi della banca depositaria che normalmente vanno dai 10 ai 25 euro per contratto e poi gli eventuali costi di addebito pari di solito a 1 euro a rata. Esistono poi costi per il rimborso, sempre per la banca depositaria dai 10 ai 25 euro a seconda dell’importo, per ogni rimborso. Sia le spese di apertura che le spese per ogni rata, in questi ultimi tempi, sono stati aboliti da molte case prodotto sempre per lo stesso motivo detto prima.

Con l’avvento degli ETF, che sono comunque Fondi quotati come le azioni, la ricerca della riduzione dei costi anche per i Piani di Accumulo, si è fatta sentire.

Normalmente il problema piu’ grosso è quello relativo alle spese di negoziazione che incidono molto nel caso di acquisti di importo piccolo (50 o 100 euro al mese).

Poi abbiamo il problema che, se operiamo da soli, con una banca anche online, difficilmente possiamo investire una rata sempre uguale perché minimo posso acquistare 1 ETF che puo’ avere un valore della singola quota piu’ elevato del mio importo mensile o, se minore, ad esempio 40 euro, se ne acquisto 2 investo solo 80 euro rispetto ai 100 che ho programmato di investire e se ne acquisto 120 supero il mio budget di investimento. E non posso acquistare frazioni di quota.

Alcuni broker pero’ danno la possibilità di acquistare ETF tramite PAC, per importi piccoli, ogni mese, utilizzando acquisti aggregati che permettono di risolvere il problema spiegato prima.

Altri invece utilizzano strumenti derivati che hanno come sottostante l’ETF che viene indicato al momento dell’acquisto e con un sistema di Azioni Frazionate, permettono acquisti, senza spese aggiunte, a partire da 1 euro.

Attualmente i broker che consentono di fare questo a partire da 1 euro al mese sono:

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